Anthropic vs Open AI: La guerra non è più solo quella delle bombe

Two groups of futuristic robotic warriors in a Gothic hall, one group with blue shields and Anthropics logos, the other with red shields and OpenAI logos, confronting each other with flowing energy between them.

Articolo di Giulio Piccin

In un mondo pieno di situazioni geo-politiche complesse, disastrato da tantissime guerre, può sembrare strano, ma quella che rischia di avere il maggiore impatto non si combatte in medio-oriente, ma nella Silicon Valley, più precisamente a San Francisco, California. È qui che i nuovi colossi dell’AI industry, Anthropic ed OpenAI, si sfidano continuamente in una battaglia tra titani nello sviluppo di tecnologie di intelligenza artificiale con i propri sistemi, rispettivamente Claude per il primo, e Chat GPT per il secondo.

La sfida sembra essere entrata però in una frase sempre più diretta e intensa; con le società pronte ad entrare in NASDAQ con due delle IPO (Offerta pubblica iniziale, in altre parole quanto vale la società nella sua entrata nei mercati pubblici) più alte della storia, Anthropic con una valutazione da 980 miliardi di dollari circa, ed Open AI (annunciata una settimana fa ) che punta a raggiungere 1 Trilione di dollari. Un anno storico per le IPO di Wall Street, se si aggiunge anche SpaceX (che sarà la valutazione più alta di sempre, rendendo sulla carta Elon Musk il primo trilionario di sempre) ma anche Byte Dance, Databricks, Stripe, Revolut (l’unica europea nella lista) e Canva. La guerra, come riporta il Wall Street Journal, è pronta ad espandersi su un piano commerciale oltre che tecnologico, Sam Altman (Ceo e Founder di Open AI) starebbe preparando delle contro-offensive nella lotta con Anthropic, che da un anno a questa parte, sta dominando il controllo dei servizi per le grandi Multi-nazionali e delle Enterprise che utilizzano i modelli G-AI in modo sempre più esteso. Prima di continuare a parlare dello scontro, è importante ricordare come quest’ultima big tech, fondata e capitanata dai fratelli Amodei (con origini a Massa Carrara) abbia fornito servizi AI e consulenze anche al Pentagono, che ha usato la loro tecnologia nel development & building dei droni impegnati nella attuale guerra contro l’Iran, suscitando non solo critiche da parte dei media, ma anche da Anthropic stessa, che ha aperto una causa nei confronti del pentagono per aver usato la loro tecnologia senza consenso a scopi militari (la tecnologia, guardate, Palantir, è un fattore bellico sempre più centrale). Tornando al nuovo scontro, Open AI si vocifera (sempre come riporta il Wall Street Journal) di aver deciso di tagliare decisamente i costi per i clienti (i cosi detti “Token”) per cercare di recuperare competività e campo sul rivale.

Chat GPT, è stato il primo AI chatbot basato su grandi modelli linguistici ad aver avuto un riscontro internazionale, ma ha subito grandi ridimensionamenti per vari motivi. Cambi delle policy sull’ AI, crescita della competività (non solo Claude, ma anche Gemini by Google, Grok by X e successivamente tanti chatbot specializzati su singole mansioni) ed anche i gravi problemi interni nel board tra i due principali Co-Founders: Sam Altman ed Elon Musk. Per capire le origini delle divergenze, c’è da ricordare come nasce Open AI, che come fa intuire la parola stessa, nasce come una organizzazione no-profit, che col tempo, sotto la guida di Altman ha subito un cambio di visione strategica, puntando sui guadagni ed abbondando quella missione no profit con cui era nata. Questo ha scatenato una scissione e battaglia legale tra i due soci, terminata con la sconfitta del magnate di Tesla e SpaceX. Claude di canto suo, nasce dall’abbandono di un gruppo di tecnici e dirigenti ” di Open AI, subendo in fretta una crescita non solo economica ma anche di influenza. Due giorni fa, potrebbe avere fatto uno sprint alla concorrenza AI pubblicando due nuovi modelli Claude Fable 5 e Claude Mythos 5. Mentre il secondo rimarrà per ora soltanto ad uso ristretto, il primo è stato reso pubblico e sta creando molta curiosità. Resta da capire se, la fretta (costosa) a portare aggiornamenti sulla lotta commerciale, renderà da un punto di vista tecnologico agli utenti.

Si dice tra i due litiganti, il terzo vince, ed allora come si sta evolvendo, leggermente meno al centro dei giornali Gemini, la soluzione AI di Google? La risposta arriva con Gemini 3.5 Live Translate, riesce a tradurre 78 lingue in tempo reale e conserva pure il tono della voce. La Big Tech di Mountain View, sta affrontando la guerra tra i due colossi, approcciandosi con una strategia completamente diversa, incentrata su un’integrazione profonda del suo eco-sistema, ed allo stesso tempo si sta concentrando molto (come l’ultimo aggiornamento spiega) sull’intelligenza multimodale nativa (lavori su testo, audio e video). Un lavoro diverso quello di Meta AI, che dopo le pesanti perdite con il fallimento totale del suo metaverso (81 miliardi), nell’ultimo anno ha stretto accordi importanti con Luxottica per uno sviluppo sempre più avanzato dei Rayban Meta, in particolare col possibile arrivo nel 2027 in Europa del modello Display, il più avanzato di sempre già presente nel mercato nord-americano (Canada e USA).

La lotta tra i due colossi insomma, si combatte continuamente, e l’entrata in borsa sarà un grandissimo punto di domanda, e la reazione dei mercati sarà la prova del nove per capire se veramente queste nuove (già giganti) realtà riusciranno a convincere l’occhio dei grandi investitori. Molti chiamano una bolla, che di questo livello non si vede dal 2008 (anche se non toccherà in qualunque caso quell’apice), altri investitori invece penseranno che è il momento di puntare su quello che sembrava il mercato del futuro, ma che ormai è anche quello del presente. Chi avrà ragione?

Risposta

  1. Avatar Marco Carmignan

    Chiaro e coinciso👌

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