Articolo di Giulio Piccin, 12/06/2026
Roma, notte tra il 7 e 8 dicembre 1970, alcuni militanti di Avanguardia Nazionale (estrema destra), comandati da Stefano delle Chiaie, fanno irruzione al Viminale (sede del ministero dell’interno) ed iniziano a munirsi di proiettili e armi. Allo stesso tempo, il ministero della difesa fu anche lui preso sotto controllo, da parte del Colonnello Giuseppe Lo Vecchio e il Generale dell’Aeronautica Giuseppe Casero. A Sesto San Giovanni (conosciuta come “Stalingrado d’Italia” era una roccaforte della classe operaia e sindacale), un reparto militare guidato dal colonnello Amos Spiazzi, si mise in marcia onde evitare insurrezioni degli operai. Il golpe si preparò anche a Venezia (sede del comando della Marina Militare Italiana), Verona, Parma e Firenze. Ci sono dentro tutti: politici, militari, ex-Nobili, P-2, servizi segreti, banda della Magliana e le principali associazioni a delinquere italiane: È in atto il Golpe Borghese.
La figura al centro del colpo di stato è il nobile Junio Valerio Borghese, soprannominato il “Principe Nero”. Ex comandante della X Flottiglia Mas dal 1943 fino alla fine della seconda guerra mondiale. Nel dopoguerra dopo essere riuscito a scappare alle fucilazioni partigiane, fu mandato a processo per crimini di guerra, da cui uscì soltanto con una condanna molto lieve, e nel 1949 venne ufficialmente scarcerato. Tra il 1951 e il 1953 aderisce al Movimento Sociale Italiano (MSI), con la allora leadership di Almirante. Un fattore fondamentale all’arrivo del Golpe avvenne due anni prima, quando nel settembre 1968 fonda il Fronte Nazionale, il suo partito di estrema destra che, come molti testimoni dei servizi segreti riferiranno, nasce già con lo scopo di sovvertire le istituzioni. Nei piani dei congiurati, a golpe ormai concluso, si sarebbero dovute occupare le sedi della Rai, e proprio il principe nero avrebbe avuto il compito di proclamare la vittoria ai cittadini italiani. Sul piano politico, Borghese (insieme alla P-2), era pronto a guidare l’Italia in una alleanza mediterranea “totalitarista” con Spagna, Grecia e Portogallo; avrebbe messo inoltre pressioni economiche agli USA di Nixon, in cambio di supporto militare nella guerra del Vietnam (1955-1975).
All’1:49 però, con la mobilitazione di decine di migliaia di componenti in fase avanzata, Borghese annullò di punto in bianco l’operazione, con addirittura i militanti che hanno dovuto rimettere a deposito le centinaia di mitragliatrici rubate nel ministero dell’interno. La vicenda divenne di dominio pubblico soltanto 3 mesi dopo, quando il quotidiano “Paese Sera” rivelò il piano dell’estrema destra, ed il 18 marzo il Ministro dell’interno Franco Restivo confermò la veridicità del fallimentare colpo di stato. Successivamente scattarono le indagini e la procura di Roma, nello stesso giorno emanò sei mandati d’arresto nei confronti di alcuni dei grandi artefici del golpe come Sandro Saccucci, Mario Rosa e lo stesso Junio, che però riuscì a scappare in Spagna sotto l’appoggio del dittatore Francisco Franco, con cui si avvaleva di un rapporto personale dopo aver combattuto per Franco nella Guerra Civile più di 30 anni prima. Il principe nero morirà in circostanze misteriose, dopo una presunta intossicazione alimentare a Cadice il 26 agosto 1974.
Per quale motivo il rovesciamento fu di colpo annullato?
Borghese, anche per via della sua morte avvenuta quasi subito dopo il tentativo di rovesciamento del Governo Saragat, non lasciò mai dichiarazioni ufficiali riguardo il motivo dell’improvviso annullamento delle operazioni. La versione più “pacifica” è semplicemente che il Principe Nero insieme ai suoi congiurati, abbia deciso di interrompere l’operazione perché non vedeva possibilità concrete di successo. Altre teorie però, (in parte confermate) amplificano i decibel della storia in modo esponenziale con il coinvolgimento di Massoneria e Servizi Segreti Americani. Infatti, come dichiarato da Fabio De Felice (ex-P2), sarebbe stato proprio il capo della P-2 Licio Gelli (personaggio troppo influente ed importante per l’Italia, avrà un suo articolo dedicato) a chiamare il contro-ordine, dopo aver cercato e non trovato supporto nelle forze militari e dopo il tentennamento della CIA a supportare la ribellione (come dichiarato nei nastri delle dichiarazioni di Remo Orlandini). Questa versione venne successivamente confermata da altri membri della P-2 fedelissimi di Gelli come Enzo Generali ed Augusto Cachi.
Il ruolo dei Servizi Segreti Americani
Non è un segreto che gli Stati Uniti, nella seconda metà del ‘900 abbiano combattuto (direttamente o finanziando) le lotte ai regimi comunisti in zone come Sud America (Nicaragua, Colombia), Medio-Oriente, e Sud Est Pacifico (Vietnam e Guerra di Corea insegnano). La esponenziale crescita del Partito Comunista Italiano (PCI), segnava un grande pericolo per gli Stati Uniti, che nel periodo della guerra fredda avevano come uno degli obbiettivi principale coprire le insurrezioni dall’estrema sinistra sul fronte europeo (Il PCI, non arriverà mai al potere nonostante il clamoroso 34% nel 1976). Tornando a quel dicembre del ’70, l’ambasciatore americano a Roma Graham Martin inviò un telegramma dove dichiarò che gli USA erano consapevoli delle operazioni che stavano avvenendo ed anzi, l’ambasciatore seguì da molto vicino le operazioni nel corso della preparazione. Si presume che l’allora Presidente Nixon fosse al corrente delle operazioni, e che anzi, spingesse molto insieme alla CIA, alla presenza di un governo di centro-destra e filo-atlantico per scacciare l’allarme dell’influenza sovietica, in uno stato che vedeva già dal confine il mondo comunista (Jugoslavia). Nonostante l’assenza di versioni ufficiali, se seguiamo la teoria del coinvolgimento della P-2, la CIA si sarebbe fermata all’ultimo nel timore che una eventuale guerra civile in un paese fino all’ora democratico, avrebbe potuto creare un precedente molto pesante.
Junio Borghese come leader-marionetta
Le presenze di P-2, CIA e SID, fanno presumere che Borghese fosse soltanto una pedina della massoneria italiana, e documenti declassificati CIA, fanno intendere che gli americani non reputassero il “Principe Nero” un vero leader nella eventuale futura gestione post-ribellione.
Ciò che è avvenuto nella notte tra il 7 e 8 dicembre 1970, è stata una pagina oscura della storia contemporanea italiana. Tanti elementi rimangono ancora un mistero, quanto siamo andati vicini al rovesciamento della giovane Repubblica Italiana? Chi veramente ha fermato il golpe? Che ruolo veramente ha avuto la CIA? Domande che, a distanza di più di 50 anni, creano ancora molti dubbi ed interpretazioni.
Fonti:
Fai clic per accedere a 102162_ALBARIN_FILIPPO%20AUGUSTO.pdf
Fai clic per accedere a BORGHESE%2C%20JUNIO%20VALERIO_0036.pdf
https://memoria.cultura.gov.it/w/il-tentato-golpe-borghese
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