Tutti critichiamo l’Italia… ma davvero all’estero vivremmo meglio?

Articolo di Giulio Piccin, 19/06/26

“L’Italia non offre possibilità”, “Mollo tutto e vado a fare il lavapiatti a Londra”, “È un paese per vecchi”, in Italia siamo sempre stati maestri dell’autocritica. Burocrazia infinita, difficoltà nel costruirsi carriere, stipendi bassi sono critiche assolutamente fondate. Ed è qua che nasce il sogno dell’estero, alimentato da una convinzione sempre più diffusa: basta attraversare un confine per trovare automaticamente una vita migliore.

I PROBLEMI ITALIANI ESISTONO

Facciamo una premessa prima di iniziare ad argomentare, difendere l’Italia non vuol dire automaticamente eliminare i suoi problemi. Sarebbe irrazionale negare le difficoltà che il nostro paese ha subito negli ultimi decenni, questo articolo vuole andare a cercare un confronto che possa far riflettere su quanto l’Italia ci da rispetto ad altri paesi di cui non teniamo conto.

IL MITO DELL’ESTERO PERFETTO

Ogni paese ha il proprio prezzo da pagare, i Social-Media riescono a capire le nostre frustrazioni, ed allora ecco qua mille pagine di vita dei sogni mostrate sul web, che con screenshot di bonifici bancari o con promesse di stipendi da urlo, cercano di convincerti che quella sia la realtà perfetta; ma quali sono veramente gli elementi che dovrebbero farci capire la vera qualità di vita di un paese?

LA QUALITÀ DI VITA ITALIANA: CIÒ CHE DIAMO PER SCONTATO

L’Italia è un paese imbattibile sugli aspetti culturali, come testimoniano i 61 siti UNESCO. Cibo (dieta mediterranea), biodiversità elevatissima, paesaggi incredibili nel giro di poche ore, dalle innevati alpi al fantastico mediterraneo cristallino. Sembra quasi che un piccolo borgo pescato a caso dal centro Italia, sarebbe il riferimento turistico di qualunque paese non mediterraneo (e probabilmente è cosi). Diamo anche per scontato servizi come la sanità pubblica, che non sono garantiti in altri paesi occidentali dallo Stato, la politica del welfare state presenta grandi disponibilità mediche indipendentemente dal patrimonio o dal reddito. Tutti questi elementi, rendono l’Italia uno dei paesi con la maggiore aspettativa di vita al mondo (83 anni, ben oltre la media mondiale). Lo stipendio è importante, ma la qualità di vita è un insieme di fattori, e in molti di questi l’Italia eccelle. Inoltre, siamo sicuri di sacrificare la cultura per condizioni lavorative vantaggiose? Ho avuto la fortuna di aver vissuto 6 mesi in Sunshine Coast, Australia, immergendomi nell’apice dell’easy going australiano, fatto da surf, mare e “no worries”. Un approccio alla vita invidiabile sotto molti aspetti. Eppure, a volte quella leggerezza costante mi lasciava una strana sensazione: possibile che tutto debba scivolare via? Probabilmente fanno bene a vivere con meno stress e meno drammi di noi italiani, ma mi sono chiesto se la serenità coincida sempre con la felicità e se davvero il sorriso costante possa sostituire il nostro modo all’italiana di instaurare e gestire le relazioni.

L’ITALIA ECONOMICA

Tolti gli aspetti culturali, è importante evidenziare come l’Italia abbia un ottimo profilo anche dal punto di vista economico. L’Italia infatti, come riportato dal Ministero degli Esteri, è la seconda potenza manufatturiera in Europa, dietro soltanto a Germania, con leadership in settori come farmaceutica, meccanica, agroalimentare, moda e lusso. Nel 2025, abbiamo registrato un surplus commerciale da oltre 50 miliardi, in una contro-tendenza positiva rispetto ad altri big della UE. Certo in altri paesi lo stipendio medio può essere più alto, ma il costo della vita potrà essere pure lui maggiore, e la assenza di un sistema sanitario nazionale in questi stati, può portare le spese di salute e le assicurazioni a prezzi da capogiro, dove un’ambulanza può costare migliaia di euro. Siamo davvero sicuri che un Paese capace di essere la seconda potenza manifatturiera d’Europa, tra le prime dieci economie al mondo ed uno coi paesi con la maggiore aspettativa di vita al mondo sia quel “Paese senza futuro” di cui parlano?

IL PARADOSSO: MENTRE NOI VOGLIAMO SCAPPARE, ALTRI VOGLIONO ARRIVARE

Ogni anno migliaia di persone decidono di arrivare nel nostro bel paese da paesi economici considerati più forti. Pensionati di paesi del nord Europa cercano il nostro clima e il nostro stile di vita, professionisti scelgono Milano per vantaggi economici e lavorativi, mentre molte famiglie vedono l’Italia come un luogo ideale dove conciliare carriera e qualità di vita. Ciò non significa come detto all’inizio che l’Italia sia perfetta, e neanche che chi emigri stia sbagliando. Tuttavia, fa riflettere come cittadini di nazioni considerate “migliori” spesso pagherebbero per fare uno “scambio di vite”. Probabilmente il nostro problema è una certa tendenza a vedere sempre ciò che manca, dimenticando ciò che abbiamo.

L’ERBA DEL VICINO È SEMPRE PIÙ VERDE?

Il problema non è che l’Italia deve essere il Paese perfetto. Non lo è e non lo sarà. Ma nemmeno gli altri lo sono. Ogni nazione ha i suoi compromessi, i suoi punti di forza e le sue debolezze. Andare all’estero, partire, confrontarsi con altre realtà è una ricchezza, ma trasformare ogni altro Paese in un paradiso e l’Italia in un inferno è una miopia. Il nostro problema non è vivere in Italia, forse è esserci talmente abituati a ciò che ci da da non accorgerci più di quanto valga. Forse l’erba del vicino è sempre più verde, o forse siamo noi ad aver smesso di guardare la nostra.

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